Come vengono classificati i materiali contenenti amianto presenti negli edifici?
Ai fini pratici possono essere divisi in tre grandi categorie:
1) materiali che rivestono superfici, applicati a spruzzo o a cazzuola
2) rivestimenti isolanti di tubi e caldaie
3) pannelli ad alta densità (cemento-amianto) o bassa densità (cartoni).

I materiali in cemento-amianto, soprattutto sotto forma di lastre di copertura, sono quelli maggiormente diffusi.

Quali operazioni occorre eseguire per accertarne la presenza?
1) Ricerca e verifica della documentazione tecnica disponibile sull’edificio.
2) Ispezione diretta dei materiali per identificare quelli friabili e potenzialmente contenenti fibre di amianto.
3) Verifica dello stato di conservazione dei materiali friabili, per fornire una prima valutazione approssimativa sul potenziale di rilascio di fibre nell’ambiente.
4) Campionamento dei materiali friabili sospetti, e invio presso un centro attrezzato, per la conferma analitica della presenza e del contenuto di amianto.
5) Mappatura delle zone in cui sono presenti materiali contenenti amianto.
6) Registrazione di tutte le informazioni raccolte in apposite schede.

Quali sono le tecniche d’intervento?
1) La rimozione elimina ogni potenziale fonte di esposizione e richiede l’applicazione di un nuovo materiale, in sostituzione dell’amianto rimosso.
2) L’incapsulamento è un trattamento dell’amianto con prodotti penetranti o ricoprenti che tendono a inglobare le fibre e costituire una pellicola di protezione sulla superficie esposta.
3) Il confinamento consiste nell’installazione di una barriera a tenuta che separa l’amianto dalle aree occupate dell’edificio. Se non viene associato ad un trattamento incapsulante, il rilascio di fibre continua all’interno del confinamento.

Negli ultimi due casi occorre sempre un programma di controllo e manutenzione, in quanto l’amianto rimane nell’edificio.

La scelta tra queste tipologie d’intervento è legata al tipo ed alle condizioni del materiale, alla sua ubicazione, alla volontà della proprietà di eliminare alla radice il rischio o mantenerlo in modo controllato.

Quando una copertura in cemento-amianto deve essere rimossa?
Non c’è alcun obbligo alla sua rimozione purché il suo stato non sia fonte di rischio per la salute pubblica.
Potrebbe invece essere obbligatorio procedere ad uno degli interventi previsti dalla legge (incapsulamento, sovracopertura, rimozione), nel caso in cui, a causa di un accentuato stato di degrado, ci possa essere rischio di rilascio fibre d’amianto.

Dove è possibile effettuare lo smaltimento?
In una discarica autorizzata specificatamente per la tipologia del rifiuto prodotto.
Ulteriori notizie e informazioni relative alle operazioni di smaltimento possono essere chieste al Settore Ambiente della propria Provincia. La competenza diretta sulla materia è infatti della Provincia.

Chi certifica la restituibilità di ambienti bonificati?
I funzionari della ASL competente che alla fine dei lavori di bonifica analizzano l’aria alla ricerca di fibre, per assicurare che le aree interessate possano essere rioccupate con sicurezza. “

È ancora possibile utilizzare l’amianto?
No, assolutamente. Dal 1994 sono vietate l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, di prodotti di amianto o contenenti amianto